Nonostante l’enorme diffusione dei dispositivi digitali come computer e tablet, che permettono di redigere, ricercare e consultare documenti e informazioni in formato digitale, rimane spesso essenziale possederne una copia cartacea. Questa esigenza è soddisfatta dalla stampante. La stampante — prodotta e venduta oggi da aziende come Xerox, Kyocera, HP ed Epson in innumerevoli versioni — utilizza diverse tecnologie per trasferire i dati su carta o altri supporti. Le tecnologie di stampa più diffuse in assoluto sono quella laser e quella inkjet.
La stampante laser
Grazie all’elevata velocità di stampa e alla grande quantità di pagine stampabili per cartuccia di toner (P4), la stampante laser risulta essere la scelta preferita negli uffici. Come mostrato nella Figura 1, il processo di stampa si basa sull’elettrofotografia e si articola in cinque fasi. Nella prima fase, il tamburo fotosensibile (P5) viene preparato dal rullo di carica (P3), il quale distribuisce una carica elettrica uniforme sulla sua superficie. Successivamente, nella fase 2, il tamburo viene scansionato da un raggio laser (P1) che, deviato da uno specchio rotante (P2), neutralizza la carica solo nei punti che compongono l’immagine da stampare. Questa differenza di potenziale permette, nella fase 3, alla polvere di toner di aderire selettivamente alle zone scaricate dal laser per attrazione elettrostatica. Il toner viene poi trasferito dal tamburo alla carta (fase 4) grazie all’azione di un rullo di trasferimento (P7). Infine, il foglio proveniente dal cassetto carta (P9) passa attraverso i rulli di fusione (P8): qui, nella fase 5, calore e pressione sciolgono le particelle di plastica del toner, fissandole permanentemente sulla carta, completando così la stampa.
Diagramma di funzionamento di una stampante a laser

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P1: Diodo laser |
P6: lama di pulizia |
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P2: Specchio poligonale rotante |
P7: rullo di trasferimento |
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P3: Rullo di carica primario (PCR) |
P8: rulli di fusione |
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P4: Cartuccia toner |
P9: Cassetto della carta |
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P5: tamburo fotosensibile (OPC drum) |
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La stampante a getto di inchiostro
La stampante a getto d’inchiostro (o stampante inkjet) utilizza una testina che si muove orizzontalmente sul supporto (che può essere anche di grandi dimensioni) per trasferire l’immagine. Quest’ultima preleva l’inchiostro liquido dai serbatoi e lo espelle attraverso migliaia di microscopici ugelli. Questo processo può avvenire a caldo (tecnologia Thermal Inkjet), mediante l’uso di una piccola resistenza che riscalda rapidamente l’inchiostro fino a creare una bolla di vapore che, espandendosi, ne provoca l’espulsione; oppure a freddo (tecnologia Piezoelettrica), attraverso un cristallo sensibile agli impulsi elettrici che cambia forma meccanicamente, ‘strizzando’ la goccia fuori dall’ugello. Nella Figura 2 si può osservare lo schema di funzionamento delle tecnologie di espulsione dell’inchiostro adottate negli ugelli delle stampanti inkjet.

Tecnologie utilizzate negli ugelli per espellere l’inchiostro.
Entrambe le tecnologie sono ampiamente utilizzate nelle stampanti inkjet moderne. La capacità di miscelare queste gocce direttamente sul supporto — permettendo di ottenere sfumature nitide e colori vividi — unita alla possibilità di operare su superfici molto estese, rende questo tipo di stampante la scelta d’eccellenza per studi di architettura, laboratori fotografici e tipografie. La figura 3 mostra un diagramma semplificato dei componenti di una tipica stampante inkjet.

diagramma semplificato dei componenti
di una tipica stampante inkjet.
Conclusioni
In questo articolo sono state presentate alcune delle tipologie di stampante più diffuse — laser e inkjet — analizzandone i componenti chiave, i principi di funzionamento e i campi in cui sono maggiormente utilizzate.
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